mercoledì 8 agosto 2007

Augusto e lo zoo comunale

Augusto Frangipetto, sempre indaffarato alla ricerca di nuovi campi in cui prevalere, si trovava in vacanza nella città di Bisanzio.
Passeggiando per i viali alberati, all'improvviso notò un cartello scritto in turco.
Non capì cosa c'era scritto, e questo gli fece girare letteralmente i maroni.
Seguì le nefaste indicazioni del cartello e si ritrovò dopo una lunga scarpinata allo zoo comunale.
Proprio quel giorno in tale luogo c'era una festa in onore di un ricco sfondato che aveva donato allo zoo la sua ricca "collezione" di animali esotici.
Il facoltoso mecenate si chiamava Pietro Baldambembo Abdul Banana Ataturk, zio alla lontana di Robertino e discendente del rivoluzionario turco.
Questo personaggio, benvoluto da tutti in città, aveva portato grazie a 200 galere e vascelli secenteschi  un serie sterminata di rarissime specie animali esotiche, tra cui il colibrì gigante, dall'apertura alare di 3 metri, e un'Alpaca Felina, un ruminante con la faccia da gatto.
Dopo i festeggiamenti locali, Augusto tornò a casa per sfogliare un'agenda.
L'agenda dei parenti e delle loro proprietà.
A pagina 46 intravide un certo "Woodstock Parish Delano Roosvelt Frangipetto", proprietario di uno zoo itinerante fondato a Vancouver nel 1869 e ora stanziato in Thailandia, specializzato in allevamento di specie ad alta pericolosità.
Grazie all'aiuto di un boss della malavita turca, Augusto si fece recapitare per posta celere nell'ordine:Pitone Squamato del Borneo(lunghezza media 17 metri);Caimano dal ciuffo bianco(lunghezza media 50 cm, lunghezza media zanne 4 metri);Aquila principesca Hymalaiana(apertura alare 5 decametri);Varano alato delle Falkland(nessun dato fisico particolare, ma gli stavano sul cazzo i turchi);Echidna epicureo(lunghezza media punte 5 metri).
Dopo ciò, chiamò un suo parente di 94 anni, ex gerarca nazista scappato in Argentina, Hermann "El pato" Gonzales Huber Frangipetto, che insegnò agli animali le marcette tipiche del regime.
Alle 5 del mattino in punto, Augusto, laccato e placcato crisoelefantinamente, suonò al campanello del Banana.
Davanti all'assonnato magnate si presentò questa scena apocalittica:
Un enorme edificio che richiamava l'architetture del Reichstag, con tanto di vessilli con croce uncinata nei balconi, e davanti un prototipo del circo Massimo, in cui schierati a mo di quadriga c'erano dei carri trainati dagli inferociti animali, per l'occasione dopati con massiccie dosi di anabolizzanti e nandrolone.
Preso con forza da dei loschi scagnozzi incappucciati, il Banana fu piazzato al centro del campo, e davanti a lui, all'ordine di "ave o Frangipetto, sempre sia riverito il tuo Zoo di qualità superiore", furono fatti partire i carri.
I residui pezzi di pelle del Banana furono mangiati dalle bestie, ovviamente.
In seguito l'orda si precipitò allo Zoo che fu raso al suolo, non prima che il Frangipetto si proclamasse nuovo re degli Unni.

Se dovete fare degli zoo, fateli modesti, e soprattutto non con indicazioni in lingue al Frangipetto sconosciute...