martedì 30 novembre 2010

Wikipigs


"Fango sul mondo!"



Dopo le scottantissime rivelazioni di Wikileaks, l'associazione paramassonica che mette in giro notizie rubate dai governi per il solo gusto di farlo, un altro caso internazionale sta per scuotere il mondo della politica.
Si tratta del dossier "Wikipigs"(nella foto, il presidente dell'associazione, anche noto direttore di produzione televisivo), una raccolta di terrificanti segreti in grado di far dimettere tutto l'entourage delle Nazioni Unite e di sciogliere in un sol colpo la NATO, il Komintern, la CECA e il comitato dei fatti vostri.
Il corposo dossier, composto da circa 10 mila pagine, è suddiviso in due sezioni, a seconda del grado di importanza delle rivelazioni:le rivelazioni più importanti sono raccolte nella parte denominata "Gandhi", quelle di minore importanza nella parte "Giorgio Mastrota".

Qualche reazione di qualche personaggio famoso alla vigilia della pubblicazione del dossier Wikipigs:
Il ministro degli esteri Franco Frattini:"Vogliono distruggere il mondo!";
Gian Antonio Stella:"Ci scriverò un libro.";
Giorgio Mastrota:"Non credo a una sola parola!"
Bruno Vespa:"Ho già scritto un libro sull'argomento.";
Marco Travaglio:"Ho già scritto due libri sull'argomento.";

Ecco in anteprima per losangafanclub, alcune di queste scottanti rivelazioni(i nomi o il luoghi esatti sono stati omessi per evitare problemi legali nei nostri confronti ovviamente):
-Nel 1986 il sindaco di un comune del milanese pisciò in strada nell'agro di Abietegrasso, perchè proprio non ce la faceva più;
-Durante il congresso della sezione del PCI di Mantova del 1976, un dirigente fece delle dichiarazioni poco edificanti sull'ultima acconciatura di Ornella Vanoni;
-Una vincitrice del concorso di Miss Molfetta dei primi anni 90', comprò la vincita dandosi alla moglie del presidente di giuria;
-Un antenato di un presidente di una commissione della camera della seconda metà degli anni 90', secondo una leggenda di paese era chiamato "Salvadanaio" per la sua taccagneria;
-L'Iran non esiste;
-Secondo la rivelazione di un pentito mafioso, il primo governo Giolitti aveva tra le sue fila tre falsi magri in realtà ciccioni enormi;
-Una cospirazione nei confronti della giunta comunale di Otranto fu sventata negli anni 70' da un albero caduto in una strada di campagna in una giornata di forte maestrale;

Ora, qualche estratto dalla parte meno importante:
-Giorgio Mastrota, una volta, arrivò 10 minuti in ritardo in trasmissione e fu cazziato dal direttore di produzione;
-Mentre rietrava a casa da una cena, nel 1997, Mastrota vide un lenzuolo gettato sul ciglio della strada, e pensò si trattasse di un fantasma.Povero imbecille.
-Nel 2002 durante una televendita mondialcasa fece cadere una pentola su un televisore, rompendoli entrambi.
Il direttore di produzione si incazzò a morte.
-La notte del 31 dicembre del 2005 Mastrota, a casa con la febbre, uscì per gettare l'immondizia convinto fosse ancora il 30, e si beccò un petardo in piena faccia.

Ci assumiamo tutte le responsabilità derivanti dalla pubblicazione di queste anteprime.
In nome del coraggio, contro la fame del mondo e la riforma Gelmini.

venerdì 29 ottobre 2010

Mode equatoriali - un punto di vista tradizionalista




"Savagely brutal anal gang-rape. Fabled punishment for trespassing on the tribal land of a fictitious African tribe.
Death by bunga-bunga."


Innanzitutto, per la gioia dei grandi e dei e dei deformi, lo soluzioni a due indovinelli irrisolti:
*17-Rattopparsi
*18-Superfluo.
Ovviamente, se non avete capito, me ne fotto, con amore.

Ora passiamo alla vicenda principe del momento, ovvero la "leggenda" secondo cui il presidente del consiglio Silvio Berlusconi avrebbe...nel culo(non c'è bisogno che la ripeta tutta no?).
Bene, io son contento, lo devo proprio dire.
Dopo secoli di intromissione culturale europea nel continente negro, finalmente la rivincita, che potrebbe avere altri risvolti parecchio interessanti.
Perchè?
Vi racconto una storiella.
Si chiama "Intromissione indiretta forzosa dello scambio monetario in Africa nera":ci sono gli Europei che vanno dagli africani vecchia maniera, e gli dicono "volete commerciare con noi tramite moneta, come fanno i popoli civili?".
Gli arretrati rispondono di no.
"Benissimo, noi siamo democratics and rispettosi, quindi l'unica cosa che farete sarà pagherci una tassa".
"Una tassa, in moneta?", rispondono i selvaggi, "dunque per pagarla siamo costretti a creare moneta?".
La storiella finisce qui(anche qui, non devo spiegare nient'altro no?).
Bene.
Secondo voi, mister sua Sovranità Imperiale Silvio Berlusconi, avrebbe mai potuto abbandonare le sue abitudini da puttaniere occidentale di alto rango per delle selvagge e antiquate usanze negroidi, senza l'intervento di un qualche malefico sciamano d'oltremediterraneo?
Come già sapevano i CCCCCCP, c'è un signore in Africa, si chiama Gheddafi, che ne sa una in più del demonio, anche quando si tratta di usanze sessuali subsahariane, immagino.
Essendo le due cose CHIARAMENTE correlate(visita di Gheddafi-Bunga Bunga), posso solo piacevolmente constatare come un leader Africone abbia soggiogato un leader europeo Wasp costringendolo alle loro usanze, usanze che una volta prese, non ci abbandonano più(o meglio, non LO abbandonano più).
Nulla mi vieta dunque di sperare che un giorno, il nostro amatissimo presidente del Consiglio Cavaliere del lavoro dottor Silvio Berlusconi, in piena crisi culturale, imponga su tutto il belpaese anche altre usanze tribali, come il baratto, il modello egualitario, l'abolizione del monopolio della forza dello stato, e tutta un'altra serie di belle cose del piccolo mondo antico africano.
Tutto questo per la felicità di tutti noi tradizionalisti.


PS:Un consiglio, non provate a commentare dandomi dell'utopico, non accetterò questa infamante accusa.
Se io ho capito il reale significato della vicenda e voi no, non è colpa mia.

martedì 12 ottobre 2010

Augusto e la tv verità



Era un afoso giovedì di luna calante, e come ogni afoso giovedì di luna calante Augusto Frangipetto si preparava a portare a spasso il suo lupo messicano Pantaleo Sessagesimo.
Il lupo, come al solito, si tratteneva sotto la doccia, Augusto invece era già uscito e decise di ingannare l'attesa guardando un pò di tv.
Sul primo canale, in diretta, Porta a Porta.
Tema della puntata, la storia di una vecchia trucidata da un pazzo scappato da un ospedale psichiatrico, che dopo averla violentata con un machete le aveva urinato e vomitato addosso senza pietà.
In collegamento, l'intervista live con la vecchia ancora grondante.
Alla vista della megera, Augusto si fiondò al bagno e rigettò copiosamente tutta la cena, tornando in cucina strisciando sul pavimento.
Pantaleo Sessagesimo, ormai asciugato e vestitosi, decise di lasciare il padrone in preda ai suoi malanni e di farsi portare a passeggio dal vicino, Robertino Banana.
Augusto si riprese completamente soltanto due ore dopo, seppe il tutto leggendo il bigliettino scritto dal lupo utilizzando il suo vomito.
Assalito dal più totale furore per il multiplo smacco, Augusto decise di spodestare l'Autority delle telecomunicazioni e di farla pagare al fottutissimo Bruno Vespa.
Assoldò direttamente da Novosibirsk  un prozio ex generale dell'Armata rossa, Wladimir Putin Roschild  Evilenko Frangipetto, reclutatore di mercenari senza scrupoli nelle guerre d'Afghanistan e Cecenia.
Il feroce milite organizzò un esercito misto di serial killer depravati in latitanza, mercenari ceceni e agenti corrotti della CIA, obiettivo:sterminare la redazione di Porta a Porta.
Assediati da colpi di cannone mentre registravano all'interno dello studio, i malcapitati si arresero quasi subito.
Due fantocci telecomandati con le sembianze dello psicologo Morelli e Crepet furono poggiati in due divani, mentre al centro della studio fu posto un lettino da chirurgo con legato sopra Bruno Vespa, plastico di se stesso.
Augusto conduceva il tutto, mascherato da Pippo Baudo.
I mercenari pensarono all'eliminazione della troupe, mentre le cure di Bruno Vespa, del regista e dei produttori furono prese dai serial killer depravati.
I loro resti si possono oggi trovare all'interno del cavallo di Viale Mazzini.
Si dice che il caso fu misteriosamente insabbiato da anonimi agenti di un'anonima organizzazione...

martedì 31 agosto 2010

Sfida dell'arte musicale

Ritorna la rubrica più amata della periferia di Barletta.
Stavolta la sfida è tra un mostro sacro e un morto sacro della ghitarra:





Riccio Blecmur vs Gimmi Endrics.
A voi.

lunedì 23 agosto 2010

A mail from beyond





"Caro Castruccio.
Mi hai scritto chiedendomi se ci sia un legame tra la rivoluzione cubana e il magico mondo degli Snorkies.
Sono felice di potertene dare testimonianza diretta.
Nel 1956, in occasione della sagra del Negro Miguel, mi trovavo a Quito in Ecuador, all'epoca ancora colonia del Canada.
Al bar del centro con me c'erano il sindaco Luis Manebar e il prefetto Julio Ramirez, e fu proprio quest'ultimo a reagire con stizza quando lesse nel giornale del mattino la notizia di un presunto tentativo di rivolta a Cuba.
La nonna del prefetto, Juliana Diaz, da giovane era stata vittima di un barbaro stupro etnico ad opera di una masnada di farabutti cubani.
Il suo odio per i caraibici era passato al nipote, che dato il suo importantissimo incarico istituzionale non poteva però esporsi in prima persona.
Decise, dopo attenta analisi, di mettermi a capo di una spedizione segretissima che avrebbe dovuto destabilizzare i rivoltosi cubani.
Partii quindi con 12 galere da Buenos Aires.
Portai con me il Vescovo di Quito per la conversione degli indigeni, sei missionari Gesuiti, cinque traduttori, due cavalli, un gufo, un compasso, una mietitrebbia.
Dopo sei giorni di navigazione, una terribile tempesta devastò la mia nave, e mi ritrovai naufrago in un'isola mai vista, abitata da uomini giganti, che si facevano chiamare abitanti di Brobdingnag.
Dopo aver spiegato le mie disavventure, mi lasciarono ripartire sano e salvo e riuscì a sbarcare in una caletta solitaria a Cuba.
Dopo sei giorni senza cibo, allo stremo delle forze, mi gettai in acqua per poter pescare qualcosa, ma persi conoscenza e mi ritrovai in una anfratto roccioso sott'acqua, abitato da degli strani essere blu.
Erano proprio loro, gli Snorkies, che vivevano beati nel loro mondo al riparo dalla superficie terrestre.
Commossi dal mio racconto, organizzarono un esercito di Snorkies per liberare Cuba dai guerriglieri, ma furono sterminati all'istante e per ripicca mi cacciarono di nuovo in Italia.
Questa storia non l'ho mai raccontata a nessuno, per fortuna ci sei te che mi crederai di sicuro.
Vero?"

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Tale of five cities

In effetti tutto questo avrei dovuto pubblicarlo tanto tempo fa. Ma non è mai tardi per certe cose. C’È SEMPRE QUALCOSA OLTRE IL PEG...